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L’argomento OGM è delicato e spinoso, allo stato attuale sappiamo che un organismo geneticamente modificato (comunemente detto OGM) è un essere vivente (piante, animali, batteri) il cui DNA è stato modificato tramite tecniche di ingegneria genetica per eliminare o aggiungere frammenti di DNA (geni), provenienti da altre specie. Sul territorio italiano non è consentito coltivare con sementi transgeniche in assenza di autorizzazioni di legge.

L’Italia come membro della comunità europea comprende le Direttive comunitarie e dei suoi Regolamenti, ma contrasta fortemente la penetrazione delle colture geneticamente modificate con politiche agricole e forestali che tutelino il patrimonio agroalimentare evitandone la contaminazione, il Parlamento Italiano ha approvato una mozione (datata 11/07/2013) per avvalersi della clausola di salvaguardia, (di cui all’articolo 25 del decreto legislativo n. 224 del 2003, di recepimento della direttiva n. 2001/18/CE), al fine di evitare ogni forma di coltivazione in Italia di OGM anche se autorizzati a livello europeo e ad aumentare attività di controllo per intervenire in presenza di sementi transgeniche non autorizzate.

Italia Ogm Free è una campagna dei parlamentari del MoVimento 5 Stelle a supporto dei comuni d’Italia liberi dagli Ogm (www.italiaogmfree.org/).

I sostenitori degli OGM esaltano la possibilità di incrementare la produzione alimentare anche nei paesi più poveri, di migliorare la qualità delle specie vegetali e di renderle inattaccabili da parte dei parassiti o resistenti a dosi massicce di prodotti chimici. FALSO! Dal 1996, anno in cui sono stati seminati i primi OGM, ad oggi, nonostante l’aumento della superficie agricola, non c’è stato nessun significativo incremento delle quantità prodotte, tantomeno l’abbattimento della “fame del mondo”. Sono cresciuti invece i guadagni delle multinazionali semenziere come la Monsanto e la Bayer, alle quali gli agricoltori OGM devono rivolgersi ogni anno, per acquistarne il seme, per una questione di brevetto e perché il seme prodotto dalle piante OGM dovrebbe essere sterile (invece purtroppo costituiscono una seria minaccia di contaminazione).

Le multinazionali degli OGM agiscono per il controllo planetario del primo settore economico, rendendo le sementi beni strategici in mano a pochi e non come dovrebbero essere, patrimonio dell’umanità, comportando così la perdita di sovranità alimentare, riduzione della biodiversità dell’ecosistema agrario, distruzione delle tipicità locali ed estinzione della cultura e della tradizione contadina delle aree rurali.

Nonostante siano stati eseguiti molti studi scientifici anche indipendenti ad oggi non è dimostrabile che un’alimentazione OGM sia innocua per l’uomo e per l’ambiente. Fin quando non sarà dimostrato, per il principio di precauzione, non dovrebbero essere né coltivati né importati in Italia. È dimostrato invece che gli OGM contaminano l’ambiente in modo irreversibile, attraverso i pollini e le radici. Ad oggi, i due OGM che hanno ottenuto l’autorizzazione per la coltivazione in Europa, sono il Mais Mon810, della Monsanto e la “patata amflora”, della Basf. Altri 46 OGM sono stati autorizzati per l’importazione ma non per la coltivazione e destinati alla mangimistica animale. Nel nostro Paese la coltivazione di varietà di mais MON810, provenienti da sementi geneticamente modificate, è vietata nel territorio nazionale.

In Europa sono 5 gli Stati che hanno coltivazioni OGM (per un totale di 148mila ettari): Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania. L’UE importa circa 30 milioni di tonnellate l’anno di colture OGM per l’alimentazione degli animali e 26 di queste sono varietà di mais. In Italia, a parte l’azione di un imprenditore, non ci sono colture OGM, anche se importiamo mangimi OGM per gli allevamenti e se siamo quello che mangiamo deducete voi…

“Marostica OGM Free” è l’oggetto della mozione depositata in data 29 settembre dal consigliere ca pentastellato Gedorem Andreatta e discussa all’ultimo consiglio comunale. La mozione chiedeva al sindaco di attivarsi con una serie di iniziative e tavoli di lavoro con agricoltori e produttori locali, per aggiungere anche Marostica al crescente elenco dei comuni italiani Ogm Free.

La Maggioranza pur riconoscendo la lodevole iniziativa e dichiarando la presenza anche di un Gas locale (Marostegas) che si sta attivando nella stessa direzione ha ritenuto utile aggrapparsi al debole filo di un tecnicismo ritenendo la parola “comprensorio” un termine che intende un territorio ben più ampio del comune di Marostica, ragione sufficiente per loro per metterci nella condizione di farci ritirare la mozione, chiedendo di attivarci per definire tutte le attività da organizzare da presentare in sede di Commissione Consiliare.

La Giunta ha saputo destreggiarsi bene per non prendere alcuna posizione in merito, con il chiaro intento di procrastinare il momento in cui dovranno manifestare i loro intenti: a favore o contrari all’OGM? Lo scopriremo presto.

In Europa 107 regioni, 129 province e più di 4200 comuni si sono già liberi da OGM. In Italia le regioni OGM-free sono 13, le province 41 e più di 2350 i comuni. L’ingresso di Marostica in questo elenco è per noi cosa di primaria importanza.

“Siate il cambiamento che volete vedere avvenire nel mondo” (Gandhi)

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